Mario Macalli, nonostante fosse seduto sui carboni ardenti, ha potuto permettersi di mantenere uno status-quo insolito e traballante , perché forte di un pronunciamento del T.A.R. del Lazio, datato 11 Maggio 2012, con il quale è stata respinta la richiesta di sospensione dei play-off, presentata dal Taranto nei riguardi della Figc, del Coni e Lega pro. Il Tribunale amministrativo, tra l‘altro, nella motivazione del rigetto del ricorso, ha ritenuto non sussistervi i presupposti di un lamentato ed eventuale danno economico.
E’ d’uopo iniziare da coloro che sono stati presenti: il presidente, Roberto Tatò e il suo vice Walter, autori di un errore evitabilissimo: il primo per non aver comunicato che il suo vice aveva assunto lo status di socio, anche se di minoranza, di una società dedita alle scommesse calcistiche; il secondo per non aver rilevato la sua incompatibilità di vice-presidente del Barletta calcio con quella di socio, pur, minoritario di una struttura societaria per il gioco delle scommesse di calcio.
Mancano circa 72 ore all’emissione del verdetto del Tribunale Nazionale dell’Arbitrato dello Sport, e l’incertezza regna sovrana per il fatto che le omissioni societarie sanzionate pare (è d’obbligo) che siano state accertate nella loro interezza, pur se, da parte societaria, vengano puntualmente contestate. Il che, ad ogni buon conto, non esimerebbe il TNAS, come organo arbitrale sportivo, ad attenuare la sanzione disciplinare, sostituendola con quella solo pecuniaria, premiando, tra l’altro, la società biancorossa per la sua correttezza economica, mostrata e provata nei confronti delle istituzioni del calcio.
Un amore così grande che, anche, il pareggio maturato, in quel di Piacenza, non è scemato, perché continua a resistere grazie alle vicissitudini della Cremonese, rivale in amore, s’intende, per i playoff. Il mister, Di Costanzo, con i suoi giocatori, è sceso allo stadio “Garrilli” con le intenzioni del non prenderle prima ma, semmai, di darle poi.
PIACENZA-BARLETTA 2 – 2
RETI: 65’ Franchini (B), 77’ Rodriguez (P), 87’ Franchini (B), 89’ Giovio (P)
PIACENZA: Ivanov, Marchi, Campagna (73‘ Avogadri), Piccinni, Bertoncini, Visconti, Volpe, Pani, Giovio, Bombagi (67‘ Rodriguez), Foglia (57‘ Lussardi). A disp. Stocchi, Giorgi, Silva, Gavilani. All. Monaco
Vincere a Piacenza e sperare in un pareggio tra Cremonese e Sud Tirol per acciuffare il treno dei playoff: è il triste destino dei biancorossi di Nello Di Costanzo che nella partita odierna superano in scioltezza la Carrarese. Classica gara di fine stagione quella disputata al “Puttilli” con la Carrarese, che non aveva nulla da chiedere al campionato, scesa in campo solo per onorare l’impegno.
Se è vero che il Barletta, al “Cosimo Puttilli”, ha perso, in maniera inopinata, nei confronti di uno Spezia, falcidiato da squalifiche e qualche infortunio di troppo, per nulla un Golia, che poteva essere battuto da un modesto Davide, nel caso di specie, il Barletta: la fotocopia, mal riuscita, della gara sostenuta a Cremona, dove, oltre, a essere andato in vantaggio, è riuscito a cogliere un pareggio, presago, oggi, per i più, di una vittoria interna, pur se modesta ma utile a proseguire nel sogno dei playoff. Diciamocelo, con obiettività, che lo Spezia di buono o di bello, al “Puttilli”, ha messo in mostra Vannucchi ed Evacuo, entrambi mobilissimi, che hanno lavorato in nome e per conto di tutti i colleghi, tanto è vero che il primo ha pennellato, con un fare d’artista, un pallone per Evacuo che ha battuto, inesorabilmente, Pane, rinsaldando, così, la sua posizione tra i tiratori scelti del Girone “B” di Prima Divisione.
Non è arrivata la vittoria ma poco male, il Barletta torna da Cremona mantenendo intatte le speranze di conquistare un posto nella griglia playoff e con la consapevolezza che ci sarà l’opportunità di giocarsela sino alla fine. Partono bene i biancorossi nei primi minuti imponendo il proprio gioco, complice anche il disorientamento grigiorosso dovuto alla perdita del bomber Possanzini, uscito dopo pochi minuti per infortunio, a seguito di uno scontro con Schetter. Dopo le prime schermaglie con un’occasione per parte con Schetter per i biancorossi e con Le Noci per i grigiorossi, arriva all’11′ il vantaggio dei biancorossi: Infantino entra in area di rigore e tenta di servire al centro, la difesa lombarda non riesce a sbrogliare la matassa e la palla si ritrova sui piedi di Guerri, che con grande abilità supera Bianchi.
La prematura scomparsa di Piermario Morosini, centrocampista livornese, avvenuta durante le fasi dell’incontro tra il Livorno e il Pescara, ha dischiuso squarci inquietanti nel mondo non solo del calcio ma anche di altri sport e aperto, contestualmente, il dibattito su interrogativi, a cui bisogna dare risposte concrete perché è inaccettabile che si possa morire per cause agonistiche e, quindi, legate alle attività sportive. Si può affermare, senza tema di esagerare, che le morti bianche sul lavoro, per le quali si accendono raramente i riflettori mediatici, debbono, in una società civile, illuminare anche quelle accadute su un manto erboso durante le fasi di gioco del calcio e non solo.
Il prossimo avversario del Barletta è lo Spezia, indicato, all’inizio, il mattatore del torneo, rivelatosi, poi, non all’altezza della fama, che gli era stata attribuita, ma ripresosi, dopo, grazie ad un girone, in cui le squadre, anche quelle titolate si sono create attorno terra bruciata, facendosi pure del male. Gli spezzini, nella trascorsa giornata di campionato, hanno battuto, in casa, il Bassano 24 punti, ultimo in classifica, e sono occorsi però un’autorete del bassanese Porchia, un rigore realizzato da Evacuo, tiratore scelto con 13 reti all’attivo e un gol siglato, al 91’, da Marotta.